Rifugio la Marmotta a Sauze d’Oulx

 

Status: realizzato
Tipologia: rifugio escursionistico
Data: 2015 – 2018
Cliente: privato

 

Il Rifugio La Marmotta si trova in alta Val di Susa, nel Comune di Sauze d’Oulx, nel complesso sciistico della Via Lattea, ad una quota di 2420 m. s.l.m. Il rifugio è localizzato in prossimità della cresta che divide la Valle di Susa dalla Val Chisone ed ha una vista spettacolare, che spazia dal Monte Chaberton al Monte Rocciamelone.

L’area è completamente immersa nel paesaggio naturale, a pochi metri dalla vetta e lontano dal centro abitato.

Su tale area si trovava una preesistenza con destinazione turistico-ricettiva, denominata già Rifugio La Marmotta, nome che abbiamo mantenuto. Tale preesistenza era stata costruita negli anni ’50 e fino agli anni 80 era un importante punto di sosta di turisti e sciatori. Ultimamente però versava in stato di completo abbandono ed in precarie condizioni statiche, pertanto abbiamo deciso di demolire tale fabbricato e prevederne la sostituzione con un nuovo edificio.

Le caratteristiche del rifugio

La principale sfida affrontata è stata quella di dover operare in un contesto ambientale difficile. Il rifugio, sito proprio sulle piste da sci, è raggiungibile d’estate tramite una strada sterrata e d’inverno unicamente con gli impianti di risalita. La possibilità di operare sul posto era dunque limitata al solo periodo estivo, mentre la stagione invernale l’abbiamo dedicata all’approfondimento degli elaborati grafici. La richiesta del committente era oltretutto molto chiara: l’edificio doveva avere una propria riconoscibilità anche da lunghe distanze ed attrarre i turisti in tutte le stagioni.

L’edificio è organizzato su 4 livelli: un bar al piano terra, un ristorante al piano primo, una suite al piano secondo, oltre ai servizi al piano semi-interrato. Dopo un’attenta valutazione dell’ambiente circostante abbiamo optato per la soluzione a falda unica, nel rispetto dell’andamento naturale del terreno.

Il nostro progetto nasce dall’idea di sostituire il concetto di rifugio escursionistico costruito con spesse murature in pietra e piccole aperture, con una architettura che potesse godere appieno del magnifico panorama circostante e ne potesse inoltre incamerare l’energia tramite le ampie vetrate a sud ed ovest.
La tecnica costruttiva prevista è stata quella di una struttura di base semi-interrata in calcestruzzo armato e una struttura ai piani superiori in pannelli di legno multistrato tipo XLAM, oltre ad acciaio e c.a. per alcune parti.

Gli spazi esterni, situati ai vari livelli, permettono di vivere appeno la bellezza del luogo in modo confortevole poiché parzialmente protetti e riscaldati.
A lato della struttura inoltre abbiamo previsto un’eli-pista per l’atterraggio degli elicotteri.

Sistema costruttivo in X-lam

La struttura portante è realizzata con pannelli multistrato X-lam di grande formato, realizzati mediante la sovrapposizione di strati incrociati di legno di abete rosso, classe C24, con contenuto di umidità tra il 10 e il 14% per migliorare la stabilità e la robustezza dell’elemento. La disposizione incrociata delle lamelle riduce i fenomeni di rigonfiamento e ritiro del pannello, aumentandone la stabilità e la resistenza statica.

Il pannello utilizzato è composto da 5 strati, 3 longitudinali e 2 trasversali, assemblati mediante incollaggio in stabilimento e avvitati in cantiere. Lo spessore dei panelli varia in funzione dell’utilizzo, pareti da 16 a 12 cm e solai da 18 a 12 cm.

La struttura in legno poggia sul piano seminterrato, realizzato in c.a., a destinazione locali gestore, locali deposito e garage.

La copertura a falda unica, realizzata all’interno con travatura in legno lamellare di abete classe GL24h e GL32h posata nello strato isolante e all’esterno con pannelli multistrato X-lam da 12 cm per contenere gli spessori. La coibentazione è in lana di roccia, protetta con teli traspiranti e impermeabilizzanti e manto di copertura in lose.

Grandi vetrate strutturali

Le vetrate strutturali, che raggiungono un’altezza di mt 5,90 nel punto più alto, sono state realizzate da una vetreria di Vienna LA PETSCHENIG GLASTEC che dal 1965 realizza vetrate di grandi dimensioni, unitamente a tutte le superfici vetrate del complesso. Per il montaggio dei vetri strutturali abbiamo utilizzato il brevetto di UNIGLAS FACADE.

Tale sistema ha vinto nel 2017 il premio ARCHIPRODUCT DESIGN AWARDS, nella categoria INVOLUCRO e ci ha garantito efficienza energetica, flessibilità e giunti minimali senza profili metallici sulla parte esterna. Il sistema non utilizza profili di metallo, ma una struttura in legno più ecologica e con miglior isolamento termico. Inoltre grazie ad uno specifico e brevettato elemento di unione legno/vetro garantisce una lavorazione ed una posa su superfici complanari e continue, senza profili in vista, ottenendo un aspetto estetico unico ed esclusivo.

Noi per primi lo abbiamo utilizzato in Italia.

Relativamente alle vetrate, abbiamo deciso di utilizzare un innovativo trattamento nanotecnologico idrorepellente che crea una protezione invisibile sulle superfici dei serramenti e ne garantisce la facilità di pulizia nel tempo.

Ogni vetro è stato tecnicamente dimensionato in funzione dell’esposizione, della grandezza e degli effetti termici ed estetici sull’edificio con valori di Ug compresi tra 0,6 w 0,7 W/mq K e valori del fattore solare g compresi tra 0,30 e 0,35. Per ogni tipologia di vetrata è stata redatta una scheda tecnica contenente tutti i parametri significativi.

Caratteristiche energetiche

Il progetto può definirsi innovativo per le sue caratteristiche impiantistiche.

I dettagli progettuali sono stati concepiti con la filosofia della Passivehaus, che consiste in un ottimo isolamento termico dell’involucro, una tenuta all’aria di tutti gli elementi costruttivi, l’utilizzo della ventilazione meccanica controllata ed infine l’applicazione di vetrate con tripli vetri basso-emissivi.

Per primi in alta valle abbiamo utilizzato la ventilazione meccanica controllata all’interno di un locale pubblico. Tale ventilazione offre una serie di vantaggi tra cui l’incremento dell’efficienza energetica dell’edificio ed il miglioramento della qualità dell’aria e quindi della vivibilità dell’ambiente interno.


La suite

Il rifugio prevede un’unica suite che offre agli ospiti il privilegio di godersi le creste delle montagne in totale silenzio e tranquillità.  Il vetro ed i profili in legno si alternano nel circondare l’unica camera disponibile con accesso privato alla terrazza rivolta a sud-ovest. Le grandi superfici trasparenti permettono di avere un dialogo continuo con il panorama e con la luce.

Pubblicazioni e riconoscimenti

Il progetto ha avuto inoltre molti apprezzamenti di pubblico per la particolarità architettonica e la cura dei dettagli, oltre ad una serie di riconoscimenti:

TAM – TURIN ARCHITECTS MAGAZINE – L’Ordine degli Architetti di Torino ha partecipato al MIPIM 2019 di Cannes (Francia) ed ha presentato alcuni progetti, tra cui il Rifugio La Marmotta, utilizzando il magazine digitale TAM.

THE PLAN AWARD 2019 – Categoria HOSPITALITY – Concorso Internazionale – Shortlisted.

ALLPLAN ARCHITECTURE – Il portale della Nemetschek Company ha pubblicato il progetto come esempio di progettazione integrata BIM.

ARCHILOVERS – BEST PROJECTS 2020 –  Archilovers ha selezionato il progetto come uno dei Best Projects 2020 per “l’alto livello di estetica, funzionalità e creatività“. E’ uno dei progetti più apprezzati tra oltre 50.000 pubblicati nell’anno 2020. Archilovers è un social network per architetti e designer su cui vengono inseriti ed organizzati progetti provenienti da tutto il mondo.

HOTEL DOMANI 2021 – La rivista, specializzata nel settore alberghiero, ha pubblicato il progetto del rifugio sul numero 06 di giugno 2021. A partire da questo numero presenta una serie di progetti di alto profilo per diventare occasione di spunto anche per architetti e progettisti, chiamati ad intervenire su questa tipologia di strutture.

 

Alla sezione NEWS del sito si possono trovare maggiori dettagli.

 

Progettazione e direzione lavori: Alessandro Baccon – Elena Rava – Alvaro Baccon
Fotografo: Massimiliano Sticca